ARTE. "LA TERRA VIVENTE" IN MOSTRA A VERONA

(AGO PRESS) La terra vivente. Questo il titolo della nuovo proposta espositiva della galleria d'arte di Palazzo Forti a Verona, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 3 ottobre. Si tratta di un’ampia rassegna in cui vengono presentati più di 100 lavori pittorici sul tema del paesaggio, la maggior parte provenienti dalla collezione civica - in molti casi opere inedite - a cui si aggiungono preziosi dipinti di proprietà della fondazione Cariverona, della fondazione Pio Semeghini e di altre raccolte veronesi private.
Il percorso è articolato in sezioni storico-tematiche, ad iniziare dalla prima metà dell’800. Le opere di Dall’Oca Bianca, Zoccatelli, Cabianca, Signorini, Michetti, Vittorio Avanzi introducono la sezione in cui la natura si offre come scenario simbolico, sia per restituire dignità ai temi tratti dalla realtà quotidiana sia per riversare le inquietudini e gli smarrimenti dell’anima. La sezione della modernità – qui intesa come il periodo in cui gli artisti si avviano ad esplorare nuovi territori formali e linguistici per una pittura che non può che “raccontare” se stessa: la magia del colore, le tensioni della forma, l’incanto della luce, la ricchezza della materia - è rappresentata da autentici capolavori di artisti quali Casorati, Balla, Baldassare Longoni, de Pisis, Gino Rossi e molti altri. Ma una tappa significativa del percorso è quella riservata all’interessante produzione pittorica veronese, con due sale dedicate ai protagonisti della prima metà del ‘900, da Trentini a Semeghini, da Zamboni a Stringa, da Beraldini a Nardi, e poi ancora Farina, Pigato, Vitturi, Morando. La mostra si conclude alla fine degli anni ‘60 del secolo scorso, con le visioni di maestri quali Arturo Tosi, Birolli, Morlotti, Morandi, Vedova: Natura morta sul mare (1947) Vedova, Tancredi, Afro, Santomaso, Licini, Schifano, Ceroli nelle quali la natura diventa sempre più espressione della partecipazione dell’artista all’esistenza umana, viva manifestazione delle problematiche e delle pulsioni della cultura moderna.
Nel cuore della mostra, infine, a suggerire e testimoniare anche il senso della ricerca contemporanea, impegnata da tempo nel dialogo con i linguaggi del passato, l’opera del giovane Giovanni Frangi, realizzata per l’occasione. E’ un’installazione che ben si adatta alla misura ambientale del suggestivo spazio storico di Palazzo Forti e, allo stesso tempo - realizzata con grandi immagini di cieli nuvolosi, che risentono di una tradizione figurativa che va da Mantegna a Constable, e colorati elementi a simulare la terra sul pavimento - ricorda la semplicità e la pregnanza proprie dell’arte che si confronta con la Natura, così come è illustrata lungo tutto il percorso espositivo.